VI. Secondo e più breve, ma altrettanto necessario, ritratto delle giraffe
Ogni giraffa ha il proprio disegno di macchie e possiede udito, olfatto e vista eccellenti. Le giraffe sono state cacciate per la loro pelle resistente ma attualmente sono una specie protetta.

VII. Un mondo senza giraffe?
Con il loro passo goffo, l'evidente asimmetria, lo sguardo distratto, le giraffe hanno una bruttezza bella. A guardarle bene non è che siano brutte, sembrano piuttosto molto "altre", con quella figura tanto lontana dalle pedanti simmetrie equilibrate assegnate ai predatori. La giraffa è l'immagine più emblematica della differenza nel mondo animale. Non è solo diversa, ma porta a spasso la sua enorme irregolarità trasformando la sua "alterità" in bellezza, precisamente perché si mostra.
Anche l'umanità possiede, fortunatamente, le sue "giraffe".
Ci sono, per esempio, donne giraffa, perseguitate e vessate non solo perché non si sforzano di aderire al modello di bellezza e comportamento imposto dall'alto ("i fronzoli non pensano né parlano, cara"), ma perché proclamano la loro differenza e la loro lotta per essere quello che vogliono essere e non quello che altri vogliono che siano.
Ci sono anche le giovani giraffe, uomini e donne restii a sottomettersi / si dice "maturare" / alla catena di claudicazioni, tradimenti e prostituzioni associate al calendario. Giovani a cui si dà contro non solo perché non occultano l'asimmetria del corpo e dell'anima, ma l'adornano, gli mettono gel, tatuaggi, le inseriscono un piercing, la rendono "dark", "ska", "hip-hop", "punk", "skin", "come-si-dice", la gridano con graffiti su un muro, la volantinano in appoggio ad una lotta sociale, ne fanno "caracolitos" di fronte alle "forze dell'ordine", la mettono a studiare ma senza il profitto come motore ed obiettivo, e la fanno saltare quando il rock, questo specchio sonoro, decreta l'abolizione della legge di gravità e "vai amico perché adesso arriva la tiritera di farci maturare cioè farci stare con i piedi per terra e muoviti con questa vernice che si legga bene che "le giraffe unite non saranno mai tappetti" e se non fa rima fa niente siamo giraffe non poeti...."
Ci sono anche le "altre" giraffe: le giraffe omosessuali, lesbiche, transessuali, travestite e "ognuno-a-suo-modo", no? Non solo escono dall'armadio, ma espongono la propria differenza con la dignità che distingue gli esseri umani dai neoliberisti, pardon, dagli animali. Incuranti di essere perseguitate e derise perfino da quelli che dicono di volere cambiare il mondo. Javier Lozano Barragán, vescovo cattolico di Zacatecas, Messico, ha paragonato gli omosessuali e le lesbiche agli scarafaggi (La Jornada, 22 ottobre 2004, Penultimatum). Gli scarafaggi non sono in pericolo di estinzione. Le giraffe sì. Inoltre, secondo rigorosi studi scientifici, gli scarafaggi sarebbero gli unici esseri a sopravvivere in caso di olocausto mondiale. Non si sa se i vescovi sopravvivrebbero.


 
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