IV. Il Nuovo Ordine Mondiale in sintesi: i paesi ricchi lo sono a costo dei paesi poveri
La modernità neoliberista ha modernizzato anche il linguaggio: dove prima si diceva "forca", ora si dice "pagamento del debito estero". Suona meglio, ma è più letale.
Nella grande televisione globalizzata, i paesi poveri producono ricchezze ed i paesi ricchi producono organismi finanziari che riscuotono quelle ricchezze.
Il Messico, che è un paese povero, negli ultimi 10 anni ha pagato quasi 350 mila milioni di dollari per quello che si chiama "servizio del debito estero". Solamente per quanto riguarda il governo "del cambiamento" si spende annualmente, come pagamento del "servizio del debito", circa sei volte più di quello che si spende nella lotta alla povertà nello stesso periodo.
Del totale pagato dal Messico, che è un paese povero, negli ultimi 10 anni, la quarta parte è andata alla Banca Mondiale, al Fondo Monetario Internazionale ed alla Banca Interamericana di Sviluppo (che, o non sono poveri, o si truccano molto bene) e circa due terzi sono andati alle banche dei paesi ricchi (di Stati Uniti la maggior parte, ed in minor misura banche europee, giapponesi, canadesi ed asiatiche).
L'America Latina, che è una regione di paesi poveri, per ogni dollaro che riceve di prestito ne paga otto e resta a debito di quattro. I creditori? Banche nordamericane ed europee (principalmente inglesi, francesi e spagnole).
Insomma, la globalizzazione dell'alto ha semplificato la geografia: nel mondo, non ci sono più nord e sud, oriente ed occidente, adesso ci sono paesi che pagano e paesi che riscuotono.
E non solo, se prima la "legge" era "quello che paga comanda", adesso è "quello che riscuote comanda".
Ma il nuovo dio, come i precedenti, ha i piedi di fango. Il suo incedere ha come motore principale non la generazione di ricchezze, bensì la speculazione finanziaria.
Il mercato neoliberista, affascinato dal frenetico andirivieni di capitali (l'ubiquità del capitale finanziario, miracolo prodotto dalle superautostrade dell'informazione), ha "dimenticato" due cose fondamentali per la riproduzione del capitale: le merci e chi le produce (la postmodernità continua ad essere imperfetta: ha ancora bisogno del lavoro umano).
Così, un sistema parassita tende a produrre altri parassiti. Avida nel divorare guadagni, la globalizzazione dell'alto non lascia nessun benessere dove mette piede. Al contrario, come i quattro cavalieri dell'Apocalisse, semina, con garanzia di raccolto immediato, fame, miseria, distruzione, morte.
Questo processo non farà altro che distruggere il mondo nella maniera più semplice: distruggendo chi lo abita. Chiaro, se gli altri lo permettono...



 
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