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III. Quando il Potere definisce "l'altro", definisce il nemico
Come mai prima, la base di questo crimine di lesa umanità chiamato "capitalismo" si applica in tutti gli angoli del pianeta: coloro che producono la ricchezza sono "liberati" di tutto quello che non rientra nella loro capacità di produzione. E la moderna Operazione Libertà mondiale conta ora su mezzi militari e finanziari che superano di parecchie volte la capacità "liberatrice" delle bombe atomiche lanciate su Hiroshima e Nagasaki.
La strana alchimia della globalizzazione di quelli in alto ha creato la mondializzazione di un nuovo dogma: liberazione dell'umanità è uguale a liberazione dei mercati. In tutto il pianeta e in tutte le lingue, si recita la nuova preghiera e si adora un nuovo dio che, come tutti i precedenti, non cessa di essere capriccioso, instabile ed incomprensibile: il mercato.
E, come gli dei precedenti, il mercato non procede con razionalità di cifre, statistiche, leggi della domanda e dell'offerta, calcoli finanziari. No, il nuovo dio procede a passo di morte e distruzione, di guerra.
Tuttavia, non ammetterà mai che distrugge, ma distribuisce, democraticamente, omogeneità in uno scambio di identità limitate: compratore-venditore. Tutto e, soprattutto, tutti quelli che non possono o non vogliono essere una o l'altra cosa, al ritmo stridente e frenetico del mercato, sono gli altri.
Non ammetterà neppure di uccidere, ma "umanizza" imponendo un ordine che "ripopola" la faccia della terra: l'ordine della sua egemonia. Chi non si conforma a questo ordine, sono gli altri.
La nuova "verità" non è poi tanto nuova...
"Gli indios, vittime del più gigantesco saccheggio della storia universale, continuano a subire l'usurpazione degli ultimi resti delle loro terre, e continuano ad essere condannati alla negazione della loro diversa identità. (...) Al principio, il saccheggio e l'otrocidio furono eseguiti nel nome del Dio dei cieli. Adesso si compiono nel nome del dio del Progresso."
(Eduardo Galeano. Ser como ellos.)
Se prima "gli altri" erano gli indios, i neri, i gialli o i rossi, ora la globalizzazione dell'alto ci ha portato un'autentica "democratizzazione mondiale": gli altri siamo tutti, e TUTTE noi che non vogliamo somigliare al modello egemonico e ci rifiutiamo di omogeneizzare la nostra identità, cioè, rifiutiamo di rinunciare alla nostra differenza.
Nella differenza, nel suo riconoscimento, nel cercare di comprenderla, cioè, rispettandola, sta la base dell'umanità. Definendo il diverso come il nemico, il Potere definisce l'umanità intera come il contrario da annichilire.
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