CartaNoTav
Pubblicato il | 8 Febbraio, 2010 | Nessun Commento
Quella che potete scaricare qui sotto è una copertina del settimanale che non potrete toccare, a meno di non stamparla a casa vostra. Volevamo fare il massimo per mettere sotto gli occhi di tutti i nostri lettori gli eventi in Val di Susa, le grandi manifestazioni, i fiaschi dei sostenitori della Tav e gli incendi notturni dei presidi No Tav, e invece la tipografia con la quale lavoriamo da sempre ha di colpo deciso di chiudere, senza avvertirci prima come conviene in ogni rapporto commerciale.
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“I mandarini e le olive non cadono dal cielo”
Pubblicato il | 6 Febbraio, 2010 | 1 Commento
In data 31 gennaio 2010 ci siamo riuniti per costituire l´Assemblea dei lavoratori Africani di Rosarno a Roma.
Siamo i lavoratori che sono stati obbligati a lasciare Rosarno dopo aver rivendicato i nostri diritti.
Lavoravamo in condizioni disumane.
Vivevamo in fabbriche abbandonate, senza acqua né elettricità.
Il nostro lavoro era sottopagato.
Lasciavamo i luoghi dove dormivamo ogni mattina alle 6.00 per rientrarci solo la sera alle 20.00 per 25 euro che non finivano nemmeno tutti nelle nostre tasche.
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Msf boccia i Cie
Pubblicato il | 6 Febbraio, 2010 | Nessun Commento
Carenze sanitarie ed edifici fatiscenti, Msf boccia i Cie: quelli di Trapani e Lamezia Terme vanno chiusi
di Cinzia Zambrano
Assistenza sanitaria insufficiente. Come pure quella legale, sociale e psicologica. Servizi scarsi e scadenti. Impianti di riscaldamento spesso non funzionanti. Beni di prima necessità carenti: niente coperte, né carta igienica. Spazi ridotti, 25 metri quadrati da condividere in 12. Strutture fatiscenti. Episodi di autolesionismo. Risse. Rivolte. Ecco come si vive “al di là del muro”, la cortina che nasconde agli occhi di tutti (o quasi) il dramma di migliaia di persone trattenute nei Cie, (Centri di identificazione ed espulsione), Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e Cda (Centri di accoglienza) italiani.
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Intervista a Antonio Spampinato
Pubblicato il | 28 Gennaio, 2010 | Nessun Commento
Almeno quarantasei giornalisti negli ultimi tre anni hanno ricevuto minacce dirette e pressioni indebite, anche attraverso azioni giudiziarie e perquisizioni. La rilevazione appartiene al primo rapporto di “Ossigeno per l’informazione”, Osservatorio sui cronisti minacciati e sulle notizie oscurate con la violenza, promosso dalla Federazione nazionale della stampa italiana e dall’Ordine nazionale dei giornalisti. Ne ha parlato il direttore dell’Osservatorio, Antonio Spampinato, giornalista dell’Ansa e consigliere della Fnsi, durante un recente incontro promosso da Libera Parma all’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea sul tema “Mafie e informazione”. Lo abbiamo intervistato.
Napoli, violenze contro i no global condannati dieci poliziotti
Pubblicato il | 27 Gennaio, 2010 | Nessun Commento
Sentenza a nove anni dagli incidenti in occasione del Global Forum Gli agenti ritenuti responsabili anche di sequestro di persona aggravato
Pene varianti dai 2 anni e 8 mesi ai 6 mesi, ritenuti colpevoli anche due funzionari
NAPOLI - Si è concluso con dieci condanne il processo per presunti abusi compiuti da poliziotti nei confronti di manifestanti no global in occasione della manifestazione “No Global Forum” svoltasi a Napoli il 17 marzo 2001. La sentenza è stata emessa stasera dalla quinta sezione del tribunale di Napoli che ha accolto parzialmente le richieste dei pm De Cristofaro e Del Gaudio. Tra i condannati anche gli unici due funzionari di polizia imputati, Fabio Ciccimarra e Carlo Solimene: due anni è otto mesi la pena inflitta perchè riconosciuti responsabili di sequestro di persona aggravato.
REPORT DELL’OPERAZIONE COLOMBA - dicembre 2009 -
Pubblicato il | 27 Gennaio, 2010 | Nessun Commento
NOTIZIE DAI PROGETTI
COLOMBIA
Situazione generale
Al nostro ritorno dalla vereda La Resbalosa siamo stati informati degli ultimi fatti occorsi nei dintorni di San Josè de Apartadò: due omicidi, di cui uno sulla strada che porta in città.
I membri del Consiglio interno erano tutti fuori in un’altra vereda per una riunione importante, il che ha allarmato ulteriormente i membri della comunità.
Il nostro intento, nei pochi giorni di permanenza rimasti, era quello di poter effettuare un altro accompagnamento, ma vista la situazione ci è stato fatto capire (dai membri del Consiglio interno che nel frattempo erano tornati) che in quella situazione avrebbero preferito la nostra presenza a San José in modo da effettuare accompagnamenti vicini, specialmente sulla strada che porta in città.
Così negli ultimi giorni della nostra presenza nella Comunità di Pace di San Josè de Apartadò ci è stato chiesto più volte da parte dei diversi leaders di accompagnarli in città per sbrigare delle commissioni, in modo da sentirsi più sicuri.
Al momento la situazione sembra peggiorare per la presenza sempre più frequente dei diversi attori armati nella zona di San Josè, dove già da diversi anni è presente una stazione di Polizia e un comando dell’esercito con il compito di tutelare e garantire la sicurezza della popolazione civile, ma da colloqui avuti con le varie organizzazioni che lavorano sul campo siamo venuti a sapere che già diverse famiglie si sono “desplasade” (spostate-come profughi) a causa di questo conflitto che va via via accentuandosi, a volte proprio a causa di minacce esplicite a membri di queste famiglie.
La stessa situazione e le stesse minacce toccano personalmente anche alcuni membri della Comunità, che però non vogliono andarsene, vogliono continuare nella loro lotta e seguire gli ideali per cui è nata la Comunità di Pace di San Josè de Apartadò.
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Le “Camicie verdi” un’associazione militare 36 rinvii a giudizio, c’è anche un deputato
Pubblicato il | 27 Gennaio, 2010 | Nessun Commento
Tra gli imputati il parlamentare Matteo Bragantini e il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo
Secondo i magistrati, la Guardia Padana era un’organizzazione armata che pianificava la secessione
VENEZIA - Trentasei militanti della Lega Nord, tra i quali il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo e il parlamentare Matteo Bragantini, sono stati rinviati a giudizio dal Gup di Verona. Il processo si aprirà il primo ottobre prossimo. Il giudice ha accolto la tesi della procura, che accusa le ‘camicie verdi’ di essere un’associazione a carattere militare: il reato contestato è quello di costituzione di banda armata.
Il procedimento aveva subito due lunghi momenti di pausa in attesa che Strasburgo prima e la Corte Costituzionale poi si pronunciassero sulla posizione degli indagati che all’epoca ricoprivano la carica di eurodeputati o di parlamentari.
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Bhopal una pubblica denuncia nella città di Parma (Video)
Pubblicato il | 26 Gennaio, 2010 | Nessun Commento
A distanza di 25 anni dal disastro chimico provocato dalla multinazionale Union Carbide nella città indiana di Bhopal i ragazzi della sezione parmigiana di Amnesty Italia hanno deciso di commemorare il triste anniversario con un’originale iniziativa. Un flash mob nella piazza principale della città per sensibilizzare la cittadinanza e divulgare le informazioni in merito al disastro chimico più devastante della storia. Un’iniziativa che ha riscosso un notevole successo sia per il riscontro avuto sui media locali sia per le numerose firme raccolte affinché il governo indiano avvii un procedimento giudiziario che permetta di condannare i responsabili di questa strage.
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…senza testa… anno 2 numero 5
Pubblicato il | 26 Gennaio, 2010 | Nessun Commento
Suonano alla porta.
Ma dico io, non ce l’hanno una sala prove?! E vabbè, sarà la Crisi.
La faccio entrare e le preparo un caffè. Viste le circostanze tiro la cinghia, ma prendo un abbaglio… Mi sa che l’ho rotto. Ho l’umore sotto le scarpe; ecco cos’era quella puzza. A proposito, mi fa anche male un piede: oggi non me ne va bene una, quella di destra.
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Associazione di Solidarietà per la Giustizia e la Democrazia in Eritrea
Pubblicato il | 26 Gennaio, 2010 | Nessun Commento
In questi giorni, mentre il mondo intero e l’opinione pubblica seguono con grande apprensione e preoccupazione la tragedia che ha colpito la popolazione di Haiti, le autorità libiche, in combutta con il rappresentante del regime eritreo a Tripoli, stanno compiendo contro i profughi eritrei gravi violenze umane, abusi e torture accompagnate da pesanti minaccie di una loro deportazione verso l’Eritrea.
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